Riuscirà, prima o poi, la nostra classe politica a fare discorsi senza offendere il popolo? Discorsi che peraltro dovrebbero essere d’incoraggiamento. E non parlate di provocazioni lanciate, per cortesia. Chi fa politica non deve “provocare”, quello lasciamolo fare agli stilisti o ai pubblicitari. Dire “il posto fisso è monotono, i giovani devono accettare di essere precari”, di questi tempi è un’offesa grande, oltre ad essere di cattivissimo gusto. Ancora una volta la politica italiana non sa scegliere le parole, non sa formulare un pensiero che non sia offensivo. Insulta, e manca di rispetto. E non vede, o meglio occulta, la realtà dei fatti. La Libia vi ci vorrebbe, la Libia, ad aspettarvi sotto casa. Sareste già a penzolare in piazza con un bastone nel culo.