Heima. [isl.: a casa.]
"...e giorno dopo giorno è silenziosamente... costruire."(N. Fabi)
"...inciampa piuttosto che tacere, e domanda piuttosto che aspettare..." (I. Fossati)

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    Joe le taxi (kraut und kartoffeln)

    È ufficiale: la città di Bremerhaven è piena di tassiste anni ’80. In generale, l’esperienza stessa di prendere un taxi qui ti proietta dentro uno di quei telefilm polizieschi tedeschi che fanno su RaiDue nelle fasce orarie brutte. Inoltre gli autisti sono quasi tutte donne, con un look alla Bangles o alla Katrina & The Waves (mentre gli uomini sono tutti ex giocatori della Roma dell’87. Più un sosia di Zeman). In particolare, una di queste tassiste mi ha scarrozzato per ben tre volte in cinque giorni. Surreale dal primo all’ultimo minuto. Capelli lunghi biondi ossigenatissimi con la ricrescita, frangione spettinato con la lacca, rossetto lilla. La mamma di una Bananarama. Salire sul suo taxi è stato tornare nel 1981: sedili in pelle marrone scuro e interni di radica, calamite argentate attaccate al cruscotto, Arbre Magique maschilissimo al pino silvestre. Ma l’apoteosi la si è raggiunta quando, appena ripartiti dal centro commerciale, dalla sua autoradio è uscita questa canzone. Mi sono strofinato gli occhi per controllare se stavo sognando. 

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